Il quadro non è "bello" o "brutto", ma "è" o "non è". Insomma, è una questione di verità, non di estetica. È questione della verità, della totalità con cui il pittore ha guardato le cose, la realtà. Per star di fronte a un quadro, occorre liberarsi di pregiudizi e di schemi intellettualistici, soprattutto di ogni mondanità. Ci vuole silenzio, povertà. (Bill Congdon - Tracce apr 2008 p.92)
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