Cosa ha da dire la sua esperienza di uomo cristiano all'uomo laico che conserva fiera indipendenza di giudizio, combatte con le armi dell'intelligenza e della libertà, e magari ne ha anche rispetto ma si sente totalmente estraneo al cristianesimo? «La natura stessa della ragione grida: "Esiste un significato!", ciò che anche Kafka afferma: "Esiste un punto di arrivo". Ora, proprio la obliterazione dell'idea di ragione come apertura positiva al reale è ciò che desta in noi la più grande preoccupazione. La fede cristiana, infatti, esige un uomo ragionevole per poter essere accolta come risposta adeguata ed esauriente all'interrogativo del vivere. Perciò nutriamo una simpatia profonda verso tutti i tentativi liberi da schemi precostituiti, che partono per una risposta da una sincera attenzione ai bisogni veri dell'uomo. Questi tentativi ci rendono attenti e desiderosi di collaborazione».(Monsignor Luigi Giussani, in "Non conformatevi. Non accontentatevi delle piccole cose. Non siate mai tranquilli", Tempi, 3 settembre 1997)
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