2001: ODISSEA NELLO SPAZIO

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Genere: Fantascienza

Nel 2001, un’astronave parte per Giove per scoprire cosa si nasconde dietro un misterioso monolite nero. Dal genio di Kubrick, il più grande film di fantascienza ed uno dei capolavori di sempre. Uscito nel 1968, (un anno prima dello sbarco sulla Luna), 2001 è un’opera di vasto respiro dove si confondono intuizioni profetiche, riflessioni sull’uomo, la macchina, il tempo, la vita. Un’opera sinfonica e un film muto al tempo stesso; un miracolo della tecnica nell’era pre-digitale ed un inno alla ragione dell’uomo, che desidera comprendere il Mistero ma si arresta alle soglie di questo. A differenza della macchina. Da rivedere al cinema, dove esce in una nuova versione. (Fortunato Simone) Il film, realizzato qualche anno fa, è di una attualità sorprendente in quanto profezia di un futuro fantascientifico che diventa realtà. Il termine Odissea è una parola antica che indicava i viaggi di Odisseo alla ricerca della patria; viaggi che si svolgevano per mare, attraverso il Mare Nostrum ", quando i confini del mondo erano segnati dalle colonne d'Ercole. Nel tempo, attraverso le scoperte, gli spazi si sono dilatati: la terra da piatta diventa tonda e lo sguardo viene puntato nel cielo. L'uomo moderno, novello Dedalo, riesce a librarsi nel vuoto e a segnare l'aria di infinite traiettorie alla ricerca di ciò che sta più in là. Il viaggio immaginario di Astolfo che con l'ippogrifo approda sulla luna diventa viaggio reale: e la luna è solo trampolino di lancio per la conquista di altri pianeti. Ma cosa spinge l'uomo verso luoghi ignoti? Il desiderio di conoscenza. C'è dentro ogni uomo una domanda (ed è cosi per natura) che esige una risposta ed è proprio da questo che scatta la ricerca, una ricerca che è caratterizzata dalla incontentabilità, per cui raggiunto un obiettivo ce se ne pone un altro e poi un altro ancora, fino ad arrivare ad un punto che soddisfa la domanda. Emerge dal film la figura dello scienziato che è mosso proprio da questo desiderio, ma la sua navicella spaziale, pur perfetta in tutti i suoi meccanismi, rassomiglia tanto alla zattera con cui L'Ulisse Dantesco vuole affrontare l'Oceano alla scoperta di un mondo sconosciuto e di acque mai solcate prima. L'Ulisse Dantesco naufraga e naufraga anche l'uomo del terzo millennio, quando affida alla ragione l'unica possibilità di scoprire ciò che non è conoscibile: basta fidarsi di qualcuno che ti fa fare memoria dell'Avvenimento di Cristo. L'infinito suscita nello scienziato un interesse scientifico, ma l'Infinito è Mistero e può essere sfondato solo se lo sguardo dell'uomo è pieno di stupore per la meraviglia del creato che è Epifania, che è manifestazione della grandezza di Dio.