L'UOMO CHE NON C'ERA

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Nel 1949, in una cittadina del nord della California, un modesto barbiere tira avanti tra insoddisfazioni personali e i tradimenti della moglie. Ad un certo punto in lui scatta qualcosa. di Joel & Ethan Coen con Billy B. Thornton, Frances McDormand Nel 1949, in una cittadina del nord della California, un modesto barbiere tira avanti tra insoddisfazioni personali e i tradimenti della moglie. Ad un certo punto in lui scatta qualcosa. Che film, che film, che film. I Coen non ne sbagliano uno: possono fare dei thriller glaciali e nichilisti (Fargo), film strampalati sul post '68 (Il grande Lebowski), film epico - musicali (Fratello, dove sei?) avvicinandosi sempre a dei capolavori. Si professano nichilisti di professione; i loro film, spesso, non hanno consapevolmente né capo né coda, eppure in loro c'è un'attenzione all'uomo, alle sue speranze schiantate, che non può che colpire. L'uomo che non c'era è un grande omaggio al cinema e alla letteratura noir degli anni '50: ci sono echi di maestri del cinema come Lang, Tourneur, Ulmer, Dmytryk, Siodmark che convivono assieme ai grandi romanzi di gente come Cornell Woolrich, Jim Thompson, James M. Cain. Tutti autori sconosciuti presso il grande pubblico, eppure in grado di scavare nel male più radicale del cuore dell'uomo per scoprire un punto fisso per una rinascita altrettanto radicale, verso la speranza più luminosa. Un film perfetto nella scrittura, nella regia, nella direzione di attori insuperabili. di Fortunato Simone L'UOMO CHE NON C'ERA di Joel Coen La speranza nel Destino. Un uomo senza qualità e afflitto dall'incomprensione della moglie, cerca di dare una svolta alla propria vita: entrerà in un vortice che porterà la sua esistenza alla rovina. Il valore della propria vita, il proprio posto nel mondo, l'incidenza del caso, ma soprattutto l'apparente ingiustizia della vita di fronte al desiderio frustrato di un cambiamento. Dai fratelli Coen, un bellissimo e dolente film, che nel finale ha lo scatto d'ali migliore degli ultimi anni: la speranza di un senso che ricomponga la propria vita, ma anche la certezza che esiste un luogo dove ritrovarsi, dove "troverà quelle parole che qui non ho saputo dirle".